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Omero

Iliade iNTELLiBOOK
Traduzione di Ippolito Pindemonte

Libro Diciannovesimo [by reading-path Achille]

Uscìa del mar l'Aurora in croceo velo,
alla terra ed al ciel nunzia di luce,
e co' doni del Dio Teti giungea.
Singhiozzante da canto al morto amico
trovò l'amato figlio a cui dintorno
ploravano i compagni. Apparve in mezzo
l'augusta Diva, e strettolo per mano,
Figlio, disse, poiché piacque agli Dei
la sua morte, lasciam, benché dolenti,
che questi qui si giaccia; e tu le belle
armi ti prendi di Vulcan, che mai
mortal non indossò. - Così dicendo,
le depose al suo piè. Dier quelle un suono
che terror mise ai Mirmidóni: il guardo
non le sostenne, e si fuggîr. Ma come
le vide Achille, maggior surse l'ira,
e sotto le palpèbre orrendamente
gli occhi qual fiamma balenâr. Godea
trattarle, vagheggiarle; e dilettato
del mirando lavor, si volse, e disse:...

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